#17o | La piattaforma

Negli ultimi 7 anni il nostro paese è stato travolto dalla crisi. I dati fotografano un paese fragile, povero, segnato dalla disoccupazione e dalla disuguaglianza sociale: sono più di 8 milioni le persone in povertà relativa e 4,5 milioni in quella assoluta. Un quarto della popolazione secondo i dati Eurostat è in povertà, mentre un terzo ne viene minacciata.

Il rischio di rimanere in condizioni di indigenza nel nostro paese è tra i più alti d’Europa: 32,3% rispetto alla media del 26%. Sono più di un milione i minori indigenti. Anche la dispersione scolastica ha subito un’impennata, arrivando al 17,6% contro il 13,5% della media europea. Sul versante occupazionale viviamo una crisi senza precedenti: oltre 3 milioni di disoccupati, più del 40% di disoccupazione tra i giovani con punte ben oltre il 60% al sud, 4 milioni di precari.

In un paese così diseguale e precario sono le mafie a trarre grandi benefici, attraverso il ricatto economico esercitato sui milioni di persone in difficoltà, ai quali sono stati sottratti i diritti sociali; così come in un sistema in cui la finanza schiaccia l’economia reale, le decine di migliaia di attività di piccoli imprenditori ed artigiani costrette a fallire, sono sempre più oggetto di attività di usura, riciclaggio e di controllo di intere filiere produttive da parte delle organizzazioni criminali.

Lo stato sociale in questi anni è stato depotenziato attraverso tagli di miliardi di euro ai fondi sul sociale (il fondo nazionale per le politiche sociali è stato più che dimezzato dal 2008 ad oggi) e ai trasferimenti a regioni e comuni, penalizzando prima le fasce più deboli ed a seguire i ceti medi. Chi ha fatto e fa più fatica, continua a rimanere nella stessa condizione di difficoltà. Aumento della povertà, maggiori ingiustizie sociali ed ambientali, frammentazione della coesione sociale, corruzione, limitazioni e tagli nell’erogazione dei servizi sociali, rendono ancora più macroscopiche le diseguaglianze, favorendo la spirale negativa che riproduce la crisi.

Il quadro normativo europeo complica ulteriormente le cose. Le politiche di austerità ed i trattati di stabilità e governance hanno inibito la spesa pubblica e in particolar modo quella sociale, considerata come un costo insopportabile. Mentre le banche hanno ricevuto sostegni per 4 mila miliardi di euro, vengono negati i fondi per affrontare la gravissima condizione in cui versa il nostro continente ed il futuro della pacifica convivenza dei popoli europei, imponendo ulteriori tagli alla spesa sociale e bloccando gli investimenti pubblici. I dati, gli studi effettuati, la storia europea e la nostra Costituzione considerano invece la spesa sociale e gli investimenti pubblici non solo un dovere etico-istituzionale ma uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia.

La povertà ruba la speranza e i diritti, frammenta la coesione sociale, svuota la partecipazione alla vita delle istituzioni, rafforza mafie, corruzione e posizioni dominanti e indebolisce la democrazia.

La rete di Miseria Ladra, con la partecipazione di oltre un migliaio di realtà sociali e del volontariato laico e cattolico, porta avanti da oltre due anni attività, iniziative, percorsi, proposte con l’obiettivo di denunciare e sconfiggere diseguaglianze, mafie e corruzione.

Abbiamo bisogno del sostegno e dell’impegno di tutti e tutte. La politica esca dai tatticismi e rimetta al centro delle priorità la lotta alle diseguaglianze, unica strada per uscire dalla crisi.

Nella giornata mondiale per l’eradicazione della povertà, noi dichiariamo illegale la povertà e proponiamo misure concrete e rapide in grado di sconfiggere le diseguaglianze e restituire Dignità a milioni di cittadini a cui è stata sottratta.

Al Parlamento ed al Governo nazionale chiediamo, così come già indicato da molte risoluzioni europee e dal Social Policy European Network:

1. Ricapitalizzare il Fondo nazionale per le politiche sociali fino almeno a 1 miliardo e il Fondo nazionale per la non autosufficienza a 400 milioni di euro, definendo nel contempo i livelli essenziali di assistenza sociale a livello nazionale per rendere esigibili diritti e prestazioni omogeneamente da nord a sud del paese.

2. Introdurre attraverso una buona legge il Reddito di Dignità per contrastare mafie e diseguaglianze

3. Permettere ai comuni di sforare il patto di stabilità per investimenti nel sociale, per gli asili nido e per l’assistenza delle persone con disabilità

4. Rendere efficiente ed efficace il meccanismo di assegnazione ad uso sociale dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose ed ai corrotti

5. Creare un vero sistema unico di asilo in Europa superando il regolamento di Dublino; certezza di corridoi umanitari sicuri per vittime di guerre, catastrofi e dittature

Alle istituzioni locali chiediamo:

1. Aumentare il budget di investimento sul sociale

2. Sospendere l’esecutività degli sfratti per “morosità incolpevole”

3. Rendere esigibile il diritto a una residenza per i senza fissa dimora

4. Mettere a disposizione il patrimonio immobiliare sfitto per finalità sociali

5. Favorire tutte le forme di economia civile e sociale

 

 

Per info e adesioni info@miserialadra.it